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16/09/2022 - “Crescere sospesi, preadolescenza e adolescenza tra vecchie e nuove sfide evolutive “

 

 

“Crescere sospesi, preadolescenza e adolescenza tra vecchie e nuove sfide evolutive

Una delle priorità  a cui il Rotary  international dedica il suo interesse nel mese di settembre è quello dell’ “Alfabetizzazione ed educazione di base” e nel programma annuale del   Rotary Club  Valsesia, la  tematica  de “ I giovani e la scuola “ ha sempre avuto importante rilievo, dunque, per iniziare a trattare questo tema, non potevamo avere miglior relatore che il Prof. Alberto Pellai, , profondo conoscitore  della psicologia infantile e adolescenziale e autore di molti progetti, libri, articoli scientifici per ragazzi, docenti  e genitori,  che ha tenuto un interessantissimo e coinvolgente intervento sullo sviluppo evolutivo dei giovani in questa società, lo scorso giovedì  8 settembre partecipando al nostro incontro.

Il Prof. Alberto Pellai è Medico, Psicoterapeuta dell’età evolutiva, Dottore di Ricerca in Sanità Pubblica, specialista in Igiene e Medicina Preventiva,  lavora come ricercatore presso il Dipartimento di Scienze Bio-Mediche dell'Università degli Studi di Milano, dove si occupa di Educazione alla salute e Prevenzione in età evolutiva.

Nel 2004 il Ministero della Salute gli ha conferito la Medaglia d’argento al merito in Sanità Pubblica.

Ha pubblicato molti libri per docenti e genitori e i suoi volumi sono tradotti in più di quindici nazioni.

           Collabora stabilmente come divulgatore scientifico con molte testate nazionali. Sui social ogni giorno viene letto da 160.000 persone.

I giovani, questi sconosciuti, di loro si parla spesso, si dicono tante cose ma poi in realtà, le politiche che si attuano non paiono rispondere ai loro effettivi bisogni. Chi voglia dunque interessarsi a loro deve prima di tutto porsi un interrogativo: ” Da dove occorre partire per aiutarli a crescere e a costruirsi il loro futuro? “ Le risposte non sono certo facili, ma questa è una sfida importante, anzi fondamentale per il nostro futuro.

Viviamo in una società in continua trasformazione e cambiamento, ricchissima di stimoli e opportunità, ma proprio per questo c’è il rischio di perdersi, i nostri giovani infatti vivono in un clima di incertezze per il futuro, caratterizzato da una incombente povertà educativa, ai quali  servirebbe  un bagaglio culturale elevato per affrontare le grandi sfide che ci pone la società attuale.

Questo è il punto da cui è partito il Prof. Pellai che ci ricorda come le sfide evolutive per i nostri bambini/ragazzi non sono cambiate, ciò che si è trasformato in modo drastico è che avvengono in un contesto ambientale che ha cambiato tantissimo le regole del gioco, che ha spostato le attività da un piano reale ad un piano virtuale, con un impatto completamente diverso sullo  sviluppo evolutivo; a tutto ciò va aggiunta  la pandemia che ha amplificato molte difficoltà, così come insegnano molte ricerche scientifiche a cui il Professore fa riferimento.

I bambini tra i tre e i sei anni per esempio hanno accumulato disturbi  e ritardi del linguaggio come non se ne erano mai visti, e le cause di queste difficoltà vanno cercate ad esempio nell’uso della mascherina che impedisce di poter guardare il movimento delle labbra, per cui non viene attivata l’area della corteccia visiva il cui  lavoro è indispensabile per integrarsi con quello della corteccia uditiva nel percorso di costruzione del linguaggio.

           Il guardare molta televisione inoltre  fa entrare in contatto con molte parole, quindi apparentemente potrebbe sembrare un elemento positivo, peccato che  di questa esperienza non rimane nulla perché l’apprendimento del bambino ha bisogno di interazione relazionale e di un ritmo più lento per ottenere risultati  sul piano dell’apprendimento.

Tutte queste riduzioni: la riduzione della vita in presenza, della componente relazionale, di un ambiente educativo a misura di bambino, con sostituzione di tante esperienze di vita reale con quelle virtuali,   incidono notevolmente sullo sviluppo evolutivo e formativo dei bambini.

I neuroscienziati  hanno riscontrato effetti evidenti di questi fenomeni sullo sviluppo del  cervello; è scientificamente  dimostrato che  i bambini a cui vengono garantite esperienze educative di alto profilo e di qualità, come la lettura ad alta voce, per esempio, o esperienze concrete e dirette di vita vissuta,  hanno le fibre di connessione sinaptica del cervello  organizzate come un gomitolo ordinato e questo rende più facili le esperienze di apprendimento, mentre coloro che non hanno avuto queste opportunità  hanno le fibre ingarbugliate, e il passaggio degli stimoli avviene più faticosamente, mettendo i bambini  in maggiori difficoltà, dando origine a disturbi specifici dell’apprendimento .

Altra evidenza è rappresentata dall’aumento di miopia e disturbi/deficit  visivi in età pediatrica a causa delle troppe ore passate davanti agli schermi.

Ed infine c’è anche il fenomeno della doppia identità che si crea sui social tra chi si è realmente nella vita e chi si cerca di essere nella vita virtuale.

Molteplici sono dunque le problematiche che emergono da un uso distorto delle tecnologie ,quello che dobbiamo fare come adulti, consapevoli delle nostre   responsabilità educative, è quello di cercare di mettere un freno a questi disagi e difficoltà, individuando  quali sono le attività, i campi di azione, le palestre di vita, le esperienze  che i ragazzi devono vivere assolutamente se vogliamo che acquisiscano quelle competenze centrali per la vita, attraverso le quali potranno essere più protetti rispetto ai comportamenti a rischio e in grado di gestire meglio  il loro benessere, non demonizzando  i mezzi tecnologici, ma insegnando loro  ad utilizzarli  in maniera intelligente e sicura.

Per questo il Rotary Valsesia, attraverso il progetto Smart Learning, che da tre anni si dedica all’implementazione e ad un uso intelligente della tecnologia all’interno degli Istituti scolastici del territorio, inserirà quest’anno anche una attività di cyber security per gli alunni che parteciperanno al progetto.

 E’ di fondamentale importanza inoltre  coinvolgere i genitori su queste problematiche il prima possibile, riconoscendo che i rischi della tecnologia sono veramente molti, dal ritiro sociale, all’esposizione a programmi e contenuti pornografici e violenti, che possono andare a creare seri problemi di salute mentale, e allora è a questo altro scopo che potremo dedicare i nostri prossimi service, nella consapevolezza di rendere un utile servigio alla società.

Quelle qui riportate sono solo alcune delle considerazioni e dei  suggerimenti  che il  Professor Alberto Pellai ci ha proposto con il suo interessante e coinvolgente  intervento, grazie alla sua capacità di unire la   profondità del suo pensiero  alla concretezza con cui applica le teorie scientifiche alla gestione quotidiana dei più importanti principi educativi. Importante ora proseguire nella diffusione di queste preziose conoscenze da rivolgere in particolare ai genitori  e al mondo della scuola che hanno nelle mani il futuro dei nostri giovani.

                                                       IL PRESIDENTE 

ROTARY CLUB VALSESIA