“Lasciare è un po’ morire, si dice, forse sì, forse no.
Si ! Non nego che è stato appagante salutare ognuno di voi , ogni giovedì, da padrona di casa.
Partecipare agli eventi rotariani sapendo di rappresentarvi.
Pensare e agire per mettere un piccolissimo tassello nella grande ruota. Incontrare altre realtà di club e sentirsene parte.
Lasciare tutto ciò è un po’ morire.
D’ altro canto ammetto che da questo momento mi sento un po’ più libera.
Quest’ anno è stato ricco di soddisfazioni e bei momenti: l’incontro con gli amici francesi, la tradizionale festa di Natale, le giornate alla Caritas, la festa di carnevale con Inner Wheel che ci ha permesso di contribuire all’ acquisto del radiografo portatile, il compleanno di Maide e Gustavo alla festa di Pasqua, i personaggi valsesiani, la gita coi disabili, l’agognato traguardo del Global Grant.
Ma è stato anche un anno di leggera inquietudine, potevo fare di più, potevo fare meglio?
Lasciare è un po’ morire, ma con la certezza che chi arriva, Marco, saprà fare di più, saprà fare meglio. Arrivederci. “
Ed ora il neoeletto Presidente Marco Salina, così presenta la sua visione del Rotary e i suoi obiettivi:
“Vi sottraggo qualche minuto per presentare la mia squadra e (brevemente) i progetti che abbiamo intenzione di porre in essere, sui quali poi sarò più preciso in sede di Assemblea.
Prima però consentitemi alcuni ringraziamenti.
Anzitutto ai Past President, per la fiducia e l’onore che mi hanno riservato affidandomi la guida di un Club così prestigioso, da quasi Cinquant’anni al servizio della Comunità.
Si apre il quarantanovesimo anno di vita del Rotary Club Valsesia e, per una curiosa coincidenza, questo avviene proprio nel mio quarantanovesimo anno di età. Non so se tra noi ci sia qualche esperto di numerologia in grado di dirci se il ripetersi di questo numero sia di buon auspicio oppure no. Tra un anno faremo il bilancio (del resto, noi rotariani siamo abituati a giudicare i risultati dai fatti più che dagli astri).
Ringrazio tutti i soci che hanno accettato, senza titubanze, di far parte del Consiglio.
ingrazio anche quei soci che, pur non facendo parte del Consiglio, si stanno già attivamente impegnando nell’impostazione dei progetti a cui daremo il via nelle prossime settimane.
Come sapete, ogni anno il Distretto individua dei temi su cui concentrare i progetti di Club.
Per quest’anno i temi distrettuali sono: – “Un piatto e un Sorriso”: per sostenere chi vive in situazioni di fragilità, con particolare attenzione al contrasto della povertà alimentare; – la “Famiglia”: istituzione decisamente in crisi, tra la crescente difficoltà dei genitori a svolgere il proprio ruolo educativo e il diffuso disagio di tanti ragazzi, sempre più esposti a solitudine, ansia e ai rischi del mondo digitale.
Sono entrambe tematiche di carattere spiccatamente sociale, che sbaglieremmo a ritenere lontane dalla nostra realtà valsesiana; realtà che probabilmente, rispetto alla città, beneficia di un ritardo nella manifestazione di tali problematiche, ma di certo non ne è esente.
I progetti che abbiamo impostato si collocano dunque pienamente e convintamente in questo solco tracciato dal Distretto.
Sul primo fronte (“Un piatto e un sorriso”) proseguiremo nell’aiuto già avviato da Sylvie alla Caritas territoriale. Ci concentreremo in particolare sulla Caritas di Varallo ed Alta Valle, che – a dimostrazione, appunto, di come non si tratti di problemi riservati alle grandi città – fornisce supporto a circa 80 famiglie per soddisfare esigenze primarie, a partire dalla spesa alimentare. In particolare supporteremo la Caritas nell’allestimento della nuova sede di Varallo.
Per quanto concerne il secondo tema distrettuale, dunque la “Famiglia”, abbiamo pensato di agire su due fronti: – il fronte dei genitori, con una serie di incontri di “Allenamento alla vita” (questo sarà il titolo del Progetto), gestiti dal prof. Alberto Pellai e dalla dott.ssa Barbara Tamborini, due tra i massimi esperti a livello nazionale di psicoterapia dell’età evolutiva; – e poi il fronte dei ragazzi: qui stiamo costruendo un progetto di c.d. pear education (educazione alla pari), sulle tematiche del “bullismo” e “cyberbullismo”: l’idea è quella di formare i ragazzi delle scuole superiori mediante un corso che sarà tenuto da psicologi, esperti informatici e rappresentanti delle Forze dell’ordine, affinché poi riversino le competenze acquisite sui ragazzi delle scuole medie, perché quella è la fascia d’età in cui gli esperti ci dicono che si possa ancora intervenire per instillare e consolidare sani principi.
Tengo a sottolineare che entrambi questi progetti a sostegno delle famiglie sono il frutto di una vera collaborazione tra tutti i Club di servizio del territorio: Inner Wheel, Soroptimist, Rotary Club Gattinara, Lions Valsesia e Fondazione Valsesia.
Sono convinto che le sfide più importanti possano essere affrontate solo mettendo in comune idee, competenze, entusiasmo e, perché no, anche risorse economiche.
Solo così è possibile dare vita a progetti realmente ambiziosi, capaci di lasciare un segno duraturo e di produrre benefici nel tempo.
Desidero quindi ringraziare personalmente i presidenti di questi Club – ed in primis Bruna e Marina, qui presenti, alla guida di Inner Wheel e Soroptimist – con l’auspicio che questa rappresenti soltanto la prima tappa di una collaborazione sempre più stretta e feconda tra le nostre realtà.
Con i ragazzi del Rotaract, che pure ringrazio, abbiamo invece pensato ad un progetto di educazione finanziaria nelle scuole superiori. L’obiettivo è quello di contribuire alla crescita di futuri cittadini capaci di lavorare, risparmiare, investire e partecipare consapevolmente alle decisioni collettive.
Il nostro Rotary ed il Rotaract fortunatamente annoverano al proprio interno un folto gruppo di esperti del settore finanziario, che generosamente hanno fornito la loro disponibilità per una serie di incontri nelle scuole. Il progetto, che partirà ad ottobre e si concluderà nel mese di marzo, sarà impreziosito dalla partecipazione di Banca d’Italia, i cui funzionari verranno personalmente a tenere un incontro laboratoriale con i ragazzi.
Si profila dunque un anno piuttosto intenso. E mi piacerebbe poter dire che è farina del mio sacco… ma non è così.
La realtà è che in questo Club ci sono soci straordinari, che con inventiva e competenza mi hanno offerto idee, suggerimenti ed un sostegno prezioso nell’impostazione dei prossimi services.
Non ne farò i nomi perché, tra gli altri, hanno anche il pregio dell’umiltà.
Ma voglio dire che in loro riconosco un insegnamento prezioso: chi ha avuto la fortuna di ricevere molto dalla vita, ha anche la responsabilità di restituire qualcosa alla Comunità. Non necessariamente con gesti eclatanti, ma mettendo a disposizione tempo, competenze e passione, affinché il luogo in cui viviamo sia, anche solo di un poco, migliore di come lo abbiamo trovato.
Alla fine, questo è il Rotary: servire al di sopra di ogni interesse personale.








